Dialoga con l'esperto

Questa sezione del sito ti offre la possibilità di risolvere tutti i tuoi dubbi su alimentazione e dintorni! Alimenti e loro composizione, sana alimentazione e scelte alimentari, etichette, conservazione e cottura degli alimenti, sicurezza alimentare sono tutti argomenti che troveranno risposta grazie al contributo di un Dietista esperto ANDID (Associazione Nazionale Dietisti) che risponderà a tutte le tue domande.

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Le risposte alle domande più comuni

  • Posso avere una dieta personalizzata se vi invio il mio peso e la mia altezza? Leggi la risposta del Dietista esperto ANDID
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    Il sito www.ballarini.it non fornisce consigli dietetici personalizzati via web, ma si pone l'obiettivo principale di educare ed informare ad una corretta e sana alimentazione, anche attraverso una cucina sana e gustosa, sin dall'infanzia. Del resto, proporre una dieta personalizzata presuppone una valutazione nutrizionale, delle abitudini alimentari e dei fabbisogni che poi permette di realizzare un piano dietetico che risponda a tutte le esigenze nutrizionali e di stile di vita: è un po' come quando si va dal sarto. Il sarto prende le misure, valuta le esigenze, e cuce un vestito "su misura". Se l'esigenza è questa, bisogna rivolgersi ad un dietista esperto, che possa valutare esigenze e fabbisogni nutritivi, con il quale concordare il miglior piano nutrizionale volto alla modifica degli stili alimentari e, di conseguenza, alla riduzione del peso corporeo.

  • Come fare per mangiar sano? Leggi la risposta del Dietista esperto ANDID
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    Un'alimentazione sana non è assolutamente sinonimo di tristezza, rinunce e depressione! Al contrario, è un'alimentazione gustosa, ricca di sapori e varietà, dove trovano spazio – con le giuste frequenze di consumo e porzioni – tutti gli alimenti, nessuno escluso.

    Di seguito alcuni consigli da seguire elaborati secondo le linee guida nazionali per una sana alimentazione e la tradizione mediterranea:

    • Peso corporeo e attività fisica: è importante pesarsi almeno una volta al mese controllando che il proprio peso rientri nei limiti della norma. Abituarsi ad uno stile di vita più attivo, attraverso un maggiore movimento realizzabile nelle piccole attività quotidiane. Evitare diete squilibrate o molto drastiche del tipo "fai da te", che possono essere dannose per la salute.

    • Cereali, legumi, ortaggi e frutta: consumare quotidianamente più porzioni di ortaggi e frutta fresca; aumentare il consumo di legumi freschi e secchi, limitando le aggiunte di oli e grassi, da sostituire eventualmente con aromi e spezie; consumare regolarmente pane, pasta, riso ed altri cereali, preferibilmente integrali.

    • Grassi: moderare la quantità dei grassi utilizzati, ma soprattutto prestare attenzione alla qualità dei grassi da utilizzare  per condire e cucinare utilizzando modalità di cottura al cartoccio, al forno a microonde, al vapore, e con padelle antiaderenti. Limitare il consumo di grassi di origine animale (burro, strutto, lardo, panna), e preferire il consumo di grassi vegetali, in particolare di olio extravergine d'oliva. I grassi da condimento andrebbero utilizzati a crudo, evitando di riutilizzare i grassi e gli oli già cotti.

    • Proteine: preferire il pesce, sia fresco che surgelato almeno due-tre volte a settimana, alle carni, tra le quali andrebbero preferite quelle magre e comunque private del grasso visibile prima di cuocerle. Le uova possono essere consumate anche un paio di volte alla settimana, distribuite nell'arco dei vari giorni. Il latte, nel caso di consumi elevati, sicuramente auspicabili per l'elevato valore nutrizionale di questo alimento, andrebbe preferito scremato o parzialmente scremato, che ha lo stesso contenuto di calcio e proteine, ed un ridotto contenuto in grassi.  I formaggi invece dovrebbero essere consumati in porzioni più piccole di quelle che siamo abituati a consumare (50 g di formaggi stagionati o 100 g di formaggi freschi o latticini), due – tre volte a settimana.

    • Zuccheri, dolci e bevande zuccherate:  non è necessario eliminare completamente l'abitudine al consumo di questi alimenti, ma è importante limitarne le porzioni e, soprattutto la frequenza di consumo (per esempio una volta a settimana, come "premio").

    • Sale: L'utilizzo del sale andrebbe progressivamente ridotto sia in tavola che in cucina, abituandosi ad insaporire le pietanze con erbe aromatiche (aglio, cipolla, basilico, rosmarino, sedano) e spezie (peperoncino, noce moscata, zafferano ecc…).  Bisognerebbe ridurre il consumo di tutti gli alimenti e gli snack naturalmente ricchi in sale (patatine, olive da tavola, insaccati e salumi), e di condimenti contenenti sale, quali ketchup, dadi da brodo, senape, salsa di soia.

    • Per le bevande alcoliche, la parola d'ordine è  moderazione. Mezzo bicchiere di vino a pasto non è un'abitudine che deve necessariamente essere eliminata, mentre invece i superalcolici dovrebbero essere limitati  a pochissime occasioni

    • Varia spesso le tue scelte a tavola: fare in modo che nell'alimentazione quotidiana siano presenti tutti gli alimenti, raggruppati nei vari gruppi alimentari. La varietà è la parola magica che ci permette di assicurare al nostro organismo tutte le sostanze preziose di cui ha bisogno.

  • La salute vien mangiando! Leggi la risposta del Dietista esperto ANDID
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    Una alimentazione sana ed adeguata è importante per assicurare ai nostri bambini una appropriata crescita e sviluppo psico-fisico. Questa piramide riassume in sé tutte le indicazioni principali per una alimentazione sana ricordando inoltre l'importanza dell'attività fisica e, più in generale, di uno stile di vita attivo.
    Gli alimenti sono suddivisi in gruppi in relazione alle relative caratteristiche nutrizionali: cereali e tuberi, frutta e verdura, carne, pesce, formaggi e latticini, latte e yogurt, uova, condimenti, snack e insaccati. Per ognuno di questi gruppi vengono indicate le frequenze di consumo settimanale adeguate.
    Per i condimenti viene data una indicazione qualitativa specifica, e cioè la preferenza del consumo di olio extravergine d'oliva.
    Tenete questa piramide in cucina, attaccatela al frigo o al muro e utilizzatela come modello di alimentazione per tutta la famiglia: vi ricorderà e vi aiuterà a seguire i concetti di base per una sana alimentazione!

  • Quali indicazioni per l'alimentazione dei bambini? Leggi la risposta del Dietista esperto ANDID
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    Suddividere l'apporto energetico giornaliero in 4–5 pasti (colazione, pranzo, cena ed uno o due spuntini), con la seguente ripartizione calorica:

    • Colazione + spuntino: 20%
    • Pranzo 40%
    • Merenda 10%
    • Cena 30%

    Evitare il consumo di snack dolci e salati al di fuori dei pasti e preferire il consumo di latte, yogurt, frutta o pane come spuntino mattutino e pomeridiano.

    Ridurre l'apporto di grassi e proteine animali: in particolare, limitare il consumo di insaccati, snack dolci e salati, formaggi e creme da spalmare.

    Utilizzare l'olio extravergine di oliva come condimento per tutte le pietanze, evitando l'utilizzo di condimenti di origine animale (burro, strutto, lardo, panna), di margarine vegetali e salse (maionese e simili).

    È auspicabile il consumo di 2 porzioni di verdura al giorno, preferibilmente alternando verdura cotta e verdura cruda, e di 2-3 porzioni di frutta al giorno.

    Bere almeno 8–10 bicchieri di acqua al giorno, evitando il consumo abitudinario di bevande zuccherine (tipo cola, aranciata, tè e succhi di frutta); naturalmente, in età evolutiva, il divieto al consumo di bevande alcoliche è assoluto.

    Mantenere il peso corporeo entro i limiti della norma; a tal fine è utile controllare il peso almeno una volta al mese.

    Mantenere un buon livello di attività fisica e ridurre le attività sedentarie.

  • Quali sono i metodi di cottura da preferire per una sana alimentazione? Leggi la risposta del Dietista esperto ANDID
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    Non esiste un metodo di cottura che – in assoluto – sia preferibile rispetto agli altri. Innanzitutto è fondamentale dire che la cottura incide favorevolmente sulla digeribilità e sul gusto di molti alimenti che, crudi, non sarebbero neppure commestibili, come i legumi e molte verdure, le patate, la carne ed il pesce, i cereali (pasta, riso, ecc..). Le alte temperature che vengono utilizzate possono, d'altro canto, modificare o impoverire gli alimenti delle sostanze nutritive che contengono.
    È pertanto necessario conoscere pregi e virtù dei metodi di cottura più diffusi, per scegliere quello più adatto rispetto al tipo di alimento da cuocere ed alle proprie esigenze. Vediamoli brevemente insieme.

    Le tecniche di cottura casalinga degli alimenti si differenziano in base alla loro durata ed al mezzo usato per cuocere (olio, vapore, acqua, aria calda, microonde).

    La cottura in acqua, classicamente utilizzata per lessare o bollire alcuni alimenti quali verdure e legumi, carni, pasta e altri cereali comporta, soprattutto per le verdure, una significativa perdita delle vitamine cosiddette idrosolubili, come quelle del gruppo B e la C, oltre che di molti sali minerali, che rimangono "disciolti" nell'acqua di cottura. Sarebbe pertanto utile, soprattutto per le verdure ed i legumi, utilizzare poca acqua. È importante tener presente che se gli ingredienti vengono tutti quanti messi in acqua a freddo (come del caso del brodo di carne e delle zuppe di legumi) i principi nutritivi passano tutti nell'acqua, che a quel punto diventa un concentrato di sostanze preziose e va pertanto utilizzata. Se, al contrario, si tuffano gli alimenti in acqua bollente, scottandoli, i principi nutritivi rimangono in parte intrappolati all'interno dell'alimento, riducendo in questo modo le perdite.

    La cottura al vapore e a bagnomaria non richiedono l'utilizzo di grassi e comportano una ridotta perdita di vitamine e Sali minerali. Gli alimenti che possono essere cotti con questi metodi sono la carne (e infatti la cottura a bagnomaria è molto utilizzata per i bambini), la verdura e la frutta. Questi tipi di cottura, tuttavia, possono essere utilizzati solo con alimenti tagliati in piccoli pezzi o a fette, perché altrimenti il tempo necessario sarebbe davvero eccessivo per cuocere alimenti di pezzatura maggiore.

    La frittura è un metodo di cottura da sempre considerato "poco sano". È possibile tuttavia, tenendo presente poche preziose regole, consumare – una volta ogni tanto – un buon fritto. Il primo mito da sfatare è quello relativo al tipo di olio da utilizzare. L'olio di oliva rappresenta infatti la scelta migliore anche per la frittura: è infatti molto "stabile" dal punto di vista chimico, visto che ha un punto di fumo più alto rispetto agli altri oli, garantisce un ottimo sapore agli alimenti fritti che, addirittura, "migliorano" la loro composizione perché assorbono acidi grassi di buon valore nutrizionale dall'olio stesso. Tra gli altri oli, quello di arachidi può essere una buona alternativa all'olio di oliva. Attenzione ad utilizzare gli oli commerciali "per la frittura", perché sono una miscela di differenti oli e non rappresentano una buona scelta. Una importante accortezza per fare un buon fritto è quella di far scaldare a sufficienza l'olio prima di immergervi gli alimenti, per permettere la formazione della classica crosta croccante che, oltre a conferirgli sapore, garantisce un fritto "leggero" (perché gli alimenti assorbono meno olio).

    La brasatura e stufatura sono tecniche di cottura a fuoco dolce e tempi lunghi, con una parziale perdita di vitamine . In compenso con queste tecniche, preferendo pentole antiaderenti coperte, è possibile utilizzare scarse quantità di grassi.

    La cottura alla griglia e alla piastra, così come la cottura alla brace, sono state messe negli ultimi tempi un po' sotto accusa per la formazione di sostanze potenzialmente dannose derivanti dalla bruciatura degli alimenti. Questo è sicuramente vero quando gli alimenti vengono a contatto troppo diretto con il fuoco e si bruciano in superficie: classico esempio la carne alla brace cotta a fuoco vivo. In tal caso, la bruciacchiatura può contenere sostanze potenzialmente dannose. Non è assolutamente vero, invece, per le strisce brune che si formano sulla superficie della carne e delle verdure quando cotte alla griglia o alla piastra. Alcuni validi consigli per fare una sana cottura alla brace (con il classico barbecue) sono quello di usare braci non proprio ardenti, tenere la griglia distante dai punti più caldi, evitare il più possibile che le sostanze grasse prodotte dal cibo finiscano sulle braci; non carbonizzare le superfici esterne dei cibi. Inoltre è opportuno accompagnare i cibi cotti alla brace con molti ortaggi freschi e succo di limone, notoriamente ricchi di antiossidanti.
    Un'accortezza da ricordarsi è quella di evitare di salare gli alimenti prima di cuocerli, per evitare che la perdita di liquido derivante dall'aggiunta di sale, li renda secchi per il consumo.

    La cottura al forno, classicamente utilizzata per stufati, carne, pesce, verdure, è un ottimo metodo per garantire una cottura uniforme di alimenti anche di grossa pezzatura. Una variante negli ultimi tempi disponibile nei più comuni forni è la cottura ventilata che permette di cuocere adeguatamente gli alimenti in tempi più ridotti.

    La pentola a pressione, forse un po' sottovalutata da molti, è in realtà un ottimo strumento per cuocere alimenti che altrimenti necessiterebbero di tempi molto lunghi (come per esempio i legumi) con poca acqua. Questo la rende indispensabile in cucina, considerato anche che le perdite vitaminiche e di sali minerali sono sicuramente ridotte rispetto alla classica cottura in acqua per bollitura.

    Il forno a microonde, presenza relativamente nuova nelle nostre cucine, è stato – soprattutto all'inizio – accolto con molta diffidenza per presunti timori sulla salute. A tutt'oggi, tuttavia, non ci sono studi che dimostrano la pericolosità della cottura a microonde che, tra l'altro, permette di dimezzare i tempi di cottura degli alimenti e ridurre al minimo l'utilizzo di grassi, oltre che limitare le perdite di sostanze nutritive.

  • Come posso controllare il colesterolo attraverso l'alimentazione? Leggi la risposta del Dietista esperto ANDID
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    Una corretta alimentazione può essere un'arma fondamentale per controllare i livelli di colesterolo nel sangue, sia in termini di cura che di prevenzione.
    I principali errori alimentari che favoriscono l'aumento del colesterolo sono il consumo di quantità eccessive di grassi di origine animale, chiamati grassi saturi, e di colesterolo, contenuti in carni grasse, formaggi, latticini, insaccati, burro e condimenti animali, prodotti dolciari farciti, contenenti panna, creme, ecc...
    I grassi contenuti negli oli vegetali (chiamati polinsaturi) ed in particolare nell'olio extravergine d'oliva (monoinsaturi) hanno invece un effetto positivo perché tendono ad abbassare i livelli di colesterolo LDL, denominato anche "colesterolo cattivo".

    È pertanto importante:

    • limitare il consumo di grassi in generale, ed in particolare:
      • limitare il più possibile il consumo di alimenti ricchi in grassi saturi: carni grasse, formaggi, latticini, insaccati (salsicce, wurstel, salame, mortadella), burro e condimenti animali, prodotti dolciari farciti, contenenti panna, creme, ecc...)
      • limitare il consumo di cibi con elevato contenuto di colesterolo, come le uova, a non più di due volte a settimana. Fanno parte di questa categoria anche le frattaglie (cervello, fegatini, rognone)
      • preferire il consumo di grassi vegetali come condimento per tutte le pietanze, ed in particolare dell'olio extravergine di oliva. Tenere comunque presente che tutti gli oli e i grassi da condimento hanno un elevato valore energetico, e vanno pertanto limitati a circa 30 – 40 g al giorno (a seconda dei fabbisogni energetici individuali)
      • privilegiare il consumo di carni magre (pollo, tacchino, coniglio, vitello), riducendo quello di carni rosse e grasse (oca, anatra, agnello, maiale grasso) ed avendo cura di eliminare sempre il grasso visibile prima della cottura
      • preferire metodi di cottura semplici, quali la cottura in pentole antiaderenti, al vapore, alla griglia
    • aumentare il consumo di frutta fresca di stagione, verdura e legumi freschi e secchi, privi di grassi e ricchi di vitamine, minerali e fibre
    • limitare il consumo di dolci
    • limitare il consumo di alcol

    Per quanto riguarda il pesce, questo andrebbe consumato almeno due o tre volte alla settimana. Anche i crostacei ed i molluschi (calamari, polpi, seppie, totani, gamberi, scampi, mazzancolle), oppure il pesce azzurro (sardine, sgombro, acciughe) possono rappresentare una valida alternativa di consumo se non si gradiscono i più "tradizionali" tipi di pesce.

    Altre regole non alimentari per la gestione dell'ipercolesterolemia sono rappresentate dallo svolgimento regolare di una adeguata attività fisica, dalla sospensione dell'abitudine al fumo (che ha un'azione negativa sui valori di HDL, detto colesterolo buono) e la riduzione del peso corporeo (se si è in sovrappeso o obesi).

  • Ma è vero che troppo sale fa male? Leggi la risposta del Dietista esperto ANDID
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    Il sodio, comunemente chiamato sale, in realtà è presente negli alimenti sotto tale forma, oppure sotto forma di cloruro di sodio (il comune sale da cucina, costituito appunto da sodio per circa il 40% e da cloro per la restante percentuale). L'eccesso di sodio nell'alimentazione rappresenta un documentato fattore di rischio per ipertensione arteriosa, ma anche di malattie del cuore, dei vasi sanguigni e dei reni. In Italia, alcuni studi indicano un consumo medio di sodio pro-capite di oltre 10 grammi, pari a circa il doppio di quanto raccomandato dall'Organizzazione Mondiale della Salute. Questo succede perché aggiungendo sale agli alimenti che consumiamo ogni giorno, e consumando alimenti conservati ricchi di sale, la quantità di sodio che assumiamo ogni giorno diventa molto più alta di quella che necessitiamo (infatti , il sale naturalmente contenuto negli alimenti è già sufficiente per le nostre necessità fisiologiche).

    Per ridurre gradualmente il sodio nell'alimentazione quotidiana, possiamo utilizzare poche e semplici regole

    • Ridurre la quantità di sale aggiunto ai cibi durante la cottura ed in tavola
      • Ridurre il sale aggiunto durante la preparazione casalinga dei cibi ed in tavola in maniera graduale (nell'arco di alcune settimane). Ciò permette l'adattamento della sensibilità gustativa per il sale, consentendoci di gustare i cibi anche se con un ridotto tenore di sodio.
      • Limitare il sale nell'acqua di cottura della pasta e delle verdure (il 30% viene assorbito dai cibi)
      • Ridurre progressivamente, fino ad eliminare, l'uso del sale in tavola
      • Dare la preferenza ad erbe e spezie aromatiche per cuocere e condire gli alimenti
    • Limitare il consumo di cibi ad alto contenuto di sodio, dando la preferenza ad alimenti naturali consumati freschi. Gli alimenti che contengono elevate quantità di sodio, in relazione ai processi di trasformazione ai quali vengono sottoposti, sono:
      • Pane comune
      • Paste ripiene (tortellini, agnolotti, cannelloni)
      • Carne o pesce conservati, essiccati, affumicati, in salamoia, in scatola (insaccati, baccalà, stoccafisso, salmone affumicato, tonno)
      • Formaggi
      • Verdure e legumi in scatola, in salamoia o sottaceto (cipolline, crauti, verdure, olive)
      • Creme di verdure o carne, minestre, zuppe di verdure, liofilizzati, zuppe istantanee in busta
      • Piatti pronti (pollo impanato, pesce impanato ecc...)
      • Snack salati: cracker, patatine, noccioline, arachidi
      • Salse da condimento: mostarda, maionese, ketchup, salsa di soia
      • Dadi da brodo
      • Salse di soia, pancetta affumicata, sale marino
    • Prestare attenzione alla lettura delle etichette nutrizionali dei prodotti in commercio, scegliendo quelli a basso contenuto di sodio
      • Secondo la normativa sull'etichettatura dei prodotti alimentari, gli ingredienti devono essere indicati in ordine decrescente; questo vuol dire che se sull'etichetta di un prodotto alimentare il sodio o il sale compaiono tra i primi ingredienti, quell'alimento è ricco in sodio e va dunque evitato
      • Prestare attenzione ad alcuni ingredienti che indicano la presenza del sale: sodio (Na), cloruro di sodio, bicarbonato di sodio, fosfato monosodico, glutammato monopodico
      • Prima di utilizzare un sale sostitutivo contenente potassio, chiedere consiglio ad un professionista della salute
      • Leggere le etichette delle acque minerali e scegliere quelle con poco sodio (ne contengono da meno di 10 mg a 100 mg per litro)
    • È importante inoltre, quando si mangia fuori casa, tenere presente alcune accortezze quali:
      • Chiedere di non aggiungere sale nella preparazione delle pietanze (es. carne, pesce, insalate)
      • Evitare salse e condimenti (mostarda, ketchup, maionese)
      • Scegliere pietanze cucinate in modo semplice (griglia, arrosto, lesse)
  • L'acqua e i succhi di frutta: miti e realtà Leggi la risposta del Dietista esperto ANDID
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    L'acqua è presente in ogni cellula del nostro corpo e partecipa a tutte le reazioni che in esso si svolgono. L'organismo di un adulto è composto per circa il 60% di acqua, mentre quello di un bambino per circa il 70%. L'assunzione di acqua è regolata dalla sensazione di sete, che ha origine nell'ipotalamo, una specie di computer presente nel nostro cervello che ci permette di analizzare le richieste nutrizionali dei nostri organi e tessuti. L'acqua è indispensabile per l'attività di qualsiasi cellula vivente ed una perdita anche modesta del patrimonio idrico dell'organismo si ripercuote negativamente sulla sua funzionalità.
    La convinzione che l'acqua, soprattutto quella gassata, sia fonte di energia, e quindi calorie, è totalmente priva di fondamento: l'acqua infatti non fornisce calorie (è infatti acalorica) e non ha pertanto senso non bere acqua gassata per paura di ingrassare o di "gonfiarsi": di sicuro, tra le acque gassate, è preferibile consumare quelle naturalmente effervescenti piuttosto che quelle con aggiunta di anidride carbonica, spesso responsabile di quella sensazione di gonfiore che alcune persone, particolarmente sensibili, avvertono.
    Un'altra convinzione che è sempre più diffusa negli ultimi tempi, anche in relazione ad un bombardamento pubblicitario assolutamente fuorviante, è quella che alcuni tipi di acqua facciano dimagrire, probabilmente per un effetto fisico di "sgonfiaggio" che nulla a che vedere con le funzioni validate dal punto di vista scientifico che essa svolge per il corretto funzionamento della nostra macchina metabolica.
    Un discorso a parte meritano i succhi di frutta che, spesso, soprattutto dai genitori alle prese con bambini che non amano consumare frutta fresca, vengono considerati una alternativa, soprattutto quando si scelgono le varianti "senza zucchero aggiunto" che, tra l'altro, oggi rappresentano la quasi totalità dei prodotti in commercio. Bisogna tuttavia tener presente che seppur gli zuccheri non vengono aggiunti, questi (soprattutto sotto forma di fruttosio, zucchero naturalmente presente nella frutta) sono comunque presenti, tra l'altro in percentuali diverse a seconda del tipo di succo di frutta. A differenza della frutta fresca, però, perdono – per i processi di conservazione cui sono sottoposti – tutti quegli elementi nutritivi, come le fibre, le vitamine e le sostanze ad azione antiossidante, di cui questa è ricca e rappresenta una preziosa fonte alimentare.

  • Cosa sono gli alimenti funzionali? A che cosa servono? Leggi la risposta del Dietista esperto ANDID
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    Negli ultimi anni è enormemente aumentato il marketing pubblicitario e la disponibilità in commercio di prodotti alimentari "salutistici", che offrono o promettono effetti sulla salute sia in termini di cura che di prevenzione di numerose malattie.
    Tra questi, i cosiddetti "alimenti funzionali" che, secondo la definizione più accettata, sono alimenti che, oltre al loro valore nutritivo, possono essere in grado di avere effetti positivi su una o più funzioni dell'organismo: alcuni sono alimenti tradizionali modificati nella composizione o con l'aggiunta di nutrienti il cui effetto sulla salute è ben dimostrato (es. il ruolo del calcio nella mineralizzazione ossea); in altri casi si tratta di alimenti a cui sono stati aggiunti ingredienti più "innovativi" (es. gli steroli e gli stanoli per il controllo della colesterolemia); in altri ancora ci si trova di fronte a prodotti i cui effetti sono molto discutibili e la cui sicurezza non è provata (es. erbe ed estratti vegetali).
    Chiaramente lo stesso ingrediente attivo che si trova in un alimento funzionale può essere venduto in una capsula come integratore, pertanto il confine tra alimento e integratore diventa sempre più vago, specialmente agli occhi dei consumatori.
    Come considerare questi alimenti e quale eventuale spazio offrirgli nella nostra alimentazione quotidiana? Ebbene, è innegabile che i ritmi frenetici della vita moderna diano sicuramente spazio al consumo ed alla promozione di alimenti "nuovi", che incontrino le esigenze dei moderni consumatori, non solo in termini di comodità di utilizzo ma anche per le loro caratteristiche nutrizionali e salutistiche. È anche vero però che, se tali alimenti non vengono inseriti all'interno di uno stile di vita adeguato, nell'ambito del quale l'alimentazione rappresenta una parte fondamentale, non svolgono alcuna funzione protettiva e rischiano solo – essendo il loro costo più alto rispetto alla media dei prodotti alimentari – di "impoverire " le tasche dei consumatori. Attenzione dunque a non lasciarsi fuorviare dalla pubblicità, soprattutto per quegli aspetti che promettono facili soluzioni di problemi di salute, che invece necessitano di attenzione specialistica e di un cambiamento globale dello stile di vita. Anche in questo caso è importante rivolgersi ad un professionista della salute, infatti, che possa indirizzare e consigliare le scelte alimentari migliori, eventualmente integrate ma assolutamente non sostituite da un unico prodotto alimentare!

  • Mangiare sano fuori casa: si può? Leggi la risposta del Dietista esperto ANDID
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    Gli attuali stili di vita hanno modificato le esigenze alimentari di tutti coloro che, per motivi di lavoro o studio abbiano la necessità di consumare almeno uno dei pasti principali fuori casa e che, anche a casa, abbiano poco tempo a disposizione per preparare i pasti.
    È dunque importante, di fronte a queste mutate esigenze, effettuare scelte adeguate per evitare che questa necessità diventi poi un ostacolo reale ad una sana e corretta alimentazione.
    Innanzitutto è bene chiarire che, quando festeggiamo occasioni o ricorrenze speciali, non c'è nulla di male se si fa un'eccezione e si sceglie quello che più vi piace.
    Tuttavia, se l'abitudine di mangiare fuori casa è quasi quotidiana, è bene tenere presente alcune informazioni utili per guidare le scelte alimentari.
    È innanzitutto importante imparare a scegliere i piatti giusti, tenendo presente che spesso, per motivi di gusto e palatabilità, le pietanze che mangiamo fuori casa sono molto più ricche di condimenti e sale di quelle che prepariamo a casa. È quindi preferibile scegliere pietanze poco elaborate e consumare sempre un primo piatto o un contorno a base di verdure o legumi, come minestre, zuppe, insalate e verdure grigliate, magari da condire al momento e non già conditi e salati. Potrebbe essere inoltre utile consumare una sola portata principale (primo o secondo piatto) ed un contorno, piuttosto che un "pranzo completo", costituito da primo, secondo, contorno e pane. A proposito del pane, evitiamo di spizzicare prima che arrivino le portate ordinate, e limitiamone il consumo ad una sola fetta. Molti esercizi commerciali e ristoranti oggi offrono numerose varietà di pane, e potrebbe quindi essere utile consumare pane integrale o ai cereali piuttosto che il più comune pane bianco o all'olio. Tra i secondi piatti, è sicuramente preferibile ordinare pesce: un pranzo al ristorante può anche essere un'occasione per consumarlo, visto che a casa non tutti riescono a cucinarlo facilmente: l'ideale è scegliere il pesce cucinato alla griglia o al forno. Tra le carni, quelle rosse, come quella di manzo o di agnello, le carni di anatra e la selvaggina, costituiscono una buona fonte di ferro: tuttavia tali tipi di carne possono essere molto grassi; è dunque preferibile scegliere i tagli magri o togliere il grasso e preferire modalità di cottura alla griglia o arrosto. Tutte le altre carni, tra cui il suino, il pollo, il tacchino, sono meno ricche di grassi e, sempre preferendo modalità di cottura adeguate, possono essere consumate regolarmente. Cercate di evitare, o comunque di non consumare abitualmente formaggi o insaccati come "aggiunta" o "antipasto" prima o dopo un pasto già ricco: questi alimenti rappresentano un vero e proprio secondo, e non solo una sfiziosa aggiunta. Consumateli dunque, in tal modo, alternandoli a tutti gli altri secondi piatti in una logica varietà che garantisca la qualità nutrizionale della vostra alimentazione.
    E per finire, il dessert. Macedonie di frutta o dessert alla frutta vanno di sicuro preferiti a dolci elaborati e ricchi in grassi che, soprattutto se consumati regolarmente, finiscono con il peggiorare in maniera significativa gli apporti energetici e nutritivi.
    Altra accortezza fondamentale è quella di prestare attenzione alle porzioni: numerosi studi hanno infatti dimostrato che, nel corso del tempo, le dimensioni delle porzioni servite nei ristoranti e nei fast food sono enormemente aumentate. Se le porzioni sono eccessive, è più facile mangiare più del necessario, sia per motivi di gusto sia perché ci si sente in qualche modo obbligati a consumare tutto quello che abbiamo pagato. È pertanto utile abituarsi a chiedere una "mezza porzione", tranne per le verdure che invece vanno richieste in porzioni abbondanti, meglio se scondite, da condire al momento, e soprattutto ad ordinare solo quello che si vuole mangiare (per esempio evitando gli antipasti laddove si sia già ordinato un primo o un secondo, oppure – al contrario – consumare un antipasto appetitoso per poi continuare il pasto con un abbondante contorno di verdure). Se si mangia fuori per piacere, con gli amici, un'ottima strategia per contenere gli apporti energetici e per gustare più pietanze, senza esagerare, potrebbe essere quella di dividere le porzioni in due o più persone.

  • Come faccio a far mangiare le verdure ai miei figli? Leggi la risposta del Dietista esperto ANDID
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    Tra le tante indicazioni nutrizionali che vengono date per una corretta alimentazione nel bambino, ma anche dell'adulto, rientra il consumo quotidiano di almeno 400 g al giorno tra frutta e verdura, preferibilmente di stagione, alternando, per quanto riguarda la verdura, quella cotta e cruda in un' ampia varietà di colori e sapori. Sebbene tali raccomandazioni nascano dai risultati di numerosissimi studi sull'argomento, tutti gli effetti benefici del consumo di questi alimenti sulla salute e sulla prevenzione di numerosissime patologie dell'età adulta ai bambini non interessano per nulla!
    E non è una semplice considerazione, ma è quanto dimostrano numerosi studi che hanno cercato di approfondire il perché i bambini abbiano avversione verso, in particolare, la verdura.
    Questi studi hanno infatti dimostrato che le "classiche" tecniche utilizzate dai genitori per far mangiare ai bambini zucchine, spinaci e simili, come appunto elencare i vantaggi nutrizionali della verdura (mangia che ti fa bene), piuttosto che promettere premi (se mangi la verdura ti permetto di mangiare la cioccolata) o addirittura punizioni (se non mangi non potrai vedere la televisione) finiscono con l'essere addirittura controproducenti, ottenendo dunque l'effetto opposto del rifiuto totale della verdura da parte dei bambini.
    Questi stessi studi hanno invece dimostrato che il comportamento alimentare dei bambini è fortemente influenzato dal contesto familiare in cui vivono, ed in particolare modo dal comportamento alimentare dei genitori e dalle loro preferenze e scelte a tavola. Un altro fattore molto importante nel determinare un corretto e sano comportamento dei bambini a tavola è mangiare insieme alla famiglia, condividendo quindi un momento spesso negato soprattutto ai più piccoli, che in genere pranzano e cenano prima dei loro fratelli più grandi e dei loro genitori anche per i ritmi spesso frenetici che le famiglie purtroppo vivono.
    Altra strada per promuovere il consumo di frutta e verdura nei bambini è quello di continuare a proporre loro, ad una certa distanza di tempo, le verdure poco gradite, pur rischiando un probabile rifiuto (comportamento poco diffuso tra le mamme che, pur di far mangiare i bambini, spesso finiscono con il proporgli una alimentazione monotona e fatta delle poche pietanze di cui hanno la certezza del gradimento). Infatti, tra i fattori che, a partire dallo svezzamento fino all'adolescenza, sono stati chiamati in gioco nel determinare il consumo di verdure è proprio l'esposizione ripetuta a odori e sapori, che permette al bambino, che in maniera innata è ostile alle nuove pietanze e ripetitivo nelle scelte, soprattutto intorno ai 2 anni di età, di "familiarizzare" con esse e abituarsi man mano al loro consumo.

    Di sicuro una certa fantasia nel proporre pietanze colorate e stimolanti dal punto di vista visivo, ricche di sapori e forme, ed il coinvolgimento dei bambini nella preparazione dei piatti che poi si metteranno in tavola – tutti insieme – sono piccoli ed importanti particolari.
    Per le future mamme, ricordiamo che recenti ricerche hanno dimostrato che le abitudini alimentari della madre durante la gravidanza influenzano, sin dalla crescita prenatale, i gusti del bambino attraverso la sua esperienza sensoriale con il sapore dei cibi, trasmessi attraverso il liquido amniotico. Le mamme che durante la gravidanza consumano frutta e verdura e, più in generale, seguono un'alimentazione sana e varia, fanno dunque un ottimo investimento sulla salute e sui gusti del proprio bambino!
    Anche l'allattamento al seno rappresenta un'esperienza significativa in tal senso, perché se la madre mangia frutta e verdura, il bambino allattato al seno impara attraverso queste scelte alimentari, proprio perché attraverso il latte materno vengono trasmessi una varietà di sapori che lo predispongono positivamente verso i futuri approcci con il cibo.