Una favola racconta che alla fine di ogni arcobaleno si trovi una pentola ricolma di monete d'oro.
È antica usanza, nelle feste popolari tentare, bendati, di colpire con un bastone una pentola di coccio, anch'essa ricolma di cibi e di dolciumi. La pentola da sempre è simbolo di fortuna, prosperità, gioia, calore familiare, oggetto onnipresente in ogni casa.
Con essa, quotidianamente, si compie il rito domestico della cucina. Le affidiamo i ricchi sapori della tradizione o i piatti dei tempi nuovi, disinvolti, veloci, senza grassi. La pentola, discreta, apparentemente banale, è un oggetto prezioso al quale i materiali e le tecnologie di oggi conferiscono nuove qualità. Alluminio per la maggior resa termica, smalti e rivestimenti antiurto, materiali antiaderenti: in centinaia di forme diverse, per milioni di pezzi, per milioni di cucine.

Angelo, figlio di Paolo, diede negli anni successivi, ulteriore impulso all'attività tanto da essere ritenuto il vero fondatore della "Ballarini Paolo e Figli S.p.A.".
Ai primi del 1900 riuscì infatti ad aumentare i tipi di articoli prodotti: caffettiere napoletane, tegami, grattugie, scaldapiedi, scaldaletti, vasche da bagno.
I Ballarini diventati davvero abili artigiani del metallo intuirono che i prodotti per la casa avrebbero avuto un notevole sviluppo e che quindi bisognava pensare ad una trasformazione della produzione da artigianale ad industriale.
Lo sviluppo dell'attività coincise con il primo cambio generazionale ma subito dopo ci fu il difficile periodo della guerra.

Gli anni del primo dopoguerra furono invece molto importanti per la ripresa dell'azienda perchè Angelo riuscì ad utilizzare alcune competenze e tecnologie che proprio il periodo di congiuntura della guerra lo avevano costretto a sperimentare anche attraverso la sua esperienza all'industria aeronautica Caproni.
Nel '24 iniziò la costruzione di una nuova sede e vennero inseriti nuovi ed innovativi oggetti in metallo smaltato nella produzione. Questo spirito di innovazione e la voglia di investire sulla propria azienda portò a superare i momenti di crisi che il mercato presentava.
Un nuovo stimolo alla sviluppo venne dato dall'introduzione della lavorazione del rame per la produzione del pentolame sfruttando il processo di produzione della tecnologia già esistente utilizzata per gli altri metalli.

Il periodo della seconda guerra mondiale rallentò e cambiò in parte la produzione e alla piena ripresa dell'attività si investì ancora sulla produzione di articoli ottenuti attraverso la lavorazione dell'alluminio e del lamierino lucido verniciato.
Gli articoli più emblematici furono: le forme per dolci, boule per l'acqua calda, bidoni a spalla per il trasporto del latte, caffettiere.
Nel 1953, venne a mancare Angelo Ballarini, l'uomo che dette la grande spinta all'azienda.
La responsabilità del contesto produttivo passò così ai figli, Carlo, Sandro ed Emilio, che già da alcuni anni avevano affiancato il padre nel progetto di espansione dell'azienda.
Negli anni '60, il mercato delle pentole in alluminio mostrava i primi segnali di stanchezza. Le vecchie pentole in allumino che per lunghi anni erano state protagoniste in cucina, lasciarono il posto alle innovative pentole rivestite e colorate, grazie alla scoperta del Teflon. Nel '67, dopo un periodo di studio, in Ballarini, veniva prodotto il primo esemplare di pentola "teflonata", esemplare tuttora conservato nel museo storico dell'azienda. Confortati dai primi risultati, dalla positiva reazione del mercato e dalla sempre crescente esperienza, maturata nella preparazione e applicazione delle vernici antiaderenti, nel 1973, si pianificò un nuovo importante investimento, che avrebbe determinato una svolta decisiva nella futura crescita: un impianto di applicazione del rivestimento antiaderente interamente progettato all'interno dell'azienda. le grandi valenze tecnico-produttive di questo impianto (altissima potenzialità e costi di gestione molto competitivi) fecero ben presto decollare il prodotto in molti mercati esteri.
Alla fine degli anni '70 subentra la quarta generazione con i pronipoti del fondatore: Giuseppe, Angelo, Guido e Roberto che sono attualmente al governo dell'azienda.
Dalla specifica richiesta dei mercati esteri, nacque e si consolidò la decisione di un nuovo ed ulteriore investimento tecnologico, che completava il ciclo produttivo. Nel 1980, infatti, si finanziò l'acquisto di un modernissimo impianto di verniciatura, per la superficie esterna delle pentole, che dava la possibilità di realizzare nuovi colori e sfumature, molto brillanti di grande impatto emotivo, presso la clientela.

A questo punto la Ballarini diventò davvero in grado di offrire alla propria clientela ogni tipo di prodotto, differenziato per spessore del materiale, colore, tipo di rivestimento e, quindi, per fasce di prezzo. Successivamente, considerate le richieste dei vari mercati, che puntavano sempre più su prodotti di alta qualità, nel 1996, si affiancò, al già completo ciclo produttivo, un nuovo modernissimo impianto per la produzione di smalti vetrosi, rivestimenti per esterni delle pentole, di altissima qualità, molto duri e resistenti nel tempo. Questo tipo di prodotto veniva particolarmente richiesto dai mercati, dove il concetto di qualità era già entrato nella cultura del processo d'acquisto del consumatore: Germania e Francia. Ben presto si sviluppò anche negli altri mercati europei e mondiali attraverso la partecipazione continua dell'azienda alle più importanti fiere internazionali.

Le dimensioni oggi

Il mercato delle pentole in alluminio con rivestimento antiaderente ha raggiunto negli ultimi 25 anni dimensioni considerevoli. In Italia rappresenta il 70% del totale del mercato e in Europa raggiunge il 60% delle pentole vendute e prodotte. Una quota significativa ed in continua crescita perchè il prodotto antiaderente sempre più incontra le esigenze del consumatore.
le dimensioni raggiunte dalla Ballarini dimostrano il suo ruolo leader e il suo grande contributo qualitativo e quantitativo allo sviluppo del mercato con prodotti che costituiscono in Italia e nel mondo una garanzia e un punto di riferimento.
Oggi la ballarini esporta il 74% della propria produzione verso mercati europei ed extraeuropei.
Nello stabilimento a Rivarolo Mantovano lavorano più di 250 dipendenti che producono oltre 12 milioni di pezzi l'anno. Il recente ingresso di Alessandro e Luca Ballarini testimonia la consapevolezza della famiglia a continuare nella ricerca, consolidando l’ultracentenaria tradizione nel rispetto della qualità non solo di prodotto ma anche di tutele dall’ambiente.